Progetto Leonardo I.T.C.G. 'E. Fermi' Pontedera (Pi)


 

Approfondimento sulla CORTE COSTITUZIONALE

 

    Essa è un organo costituzionale. Scopo principale della Corte costituzionale è verificare la conformità delle leggi alla Costituzione. Per far ciò, però, il suo intervento non è direttamente richiesto dai cittadini (al contrario di quanto avviene, ad es.,  in Germania); la richiesta di  controllo di costituzionalità (rectius: la presentazione della questione di costituzionalità) può provenire solo dal giudice di merito (che in questo caso prende il nome di giudice a quo), il quale:

-           si trovi a dover applicare una legge, rilevante per il suo caso (cioè senza quella legge il caso non si può risolvere) e che

-           sospetti che tale norma sia contraria ad una o più disposizioni costituzionali.

Finché la Corte costituzionale non si sarà espressa, il giudizio di merito rimarrà sospeso.

 

Composizione

 

La Corte Costituzionale è composta da 15 giudici, nominati (art. 135, I c. Cost.):

-         per 1/3 dal Presidente della Repubblica;

-         per 1/3 dal Parlamento in seduta comune;

-         per 1/3 dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa.

In particolare, il Parlamento in seduta comune procederà con elezione a maggioranza qualificata dei 2/3 dell’assemblea o, dopo la terza votazione, dei 3/5. In tal modo si dà tutela alle minoranze.

Per quanto riguarda i membri nominati dalle magistrature, tre sono scelti dalla Corte di Cassazione, 1 dal Consiglio di Stato e 1 dalla Corte dei Conti.

In ogni caso, i membri della Corte costituzionale dovranno essere scelti tra persone che siano qualificabili come “tecnici del diritto”, cioè tra (art. 135, II c. Cost.):

-         magistrati delle giurisdizioni superiori;

-         avvocati con più di 20 anni di esercizio;

-         professori universitari in materie giuridiche.

I giudici costituzionali rimangono in carica 9 anni senza possibilità di rielezione (art. 135, II c. Cost), per evitare l’inevitabile “fossilizzazione” (G. Zagrebelsky) cui altrimenti si andrebbe incontro. Occorre inoltre tenere presente che ben difficilmente la Corte riesce ad operare “al completo”, nel senso che può capitare che i giudici presenti non siano 15, bensì un numero minore (per la validità delle sedute, però, devono essere almeno 11): le diverse procedure di nomina, infatti, hanno tempi diversi di attuazione e quindi, ad es., per un periodo può darsi che la Corte si trovi a dover lavorare senza alcuni dei membri di nomina parlamentare, perché, ad es., le forze politiche non trovano l’accordo sui nominativi da proporre. Ciò non può però determinare il blocco dei lavori della Corte, che, quindi, si prevede possa operare anche con un numero di giudici inferiore a 15.

La corte è un organo collegiale, al cui interno viene nominato un Presidente. Emette ordinanze e sentenze, che sono definitive e obbligatorie per tutti, retroattive e inappellabili.

Norme integrative della Costituzione concernenti la Corte costituzionale sono dettate dalla L. Cost. 1/53.

 

 

Funzioni

 

L’art. 134 Cost.  enuncia chiaramente quali sono le funzioni della Corte costituzionale, riassumibili in questi tre diversi ruoli:

A)    Giudice delle leggi

B)    Giudice dei conflitti costituzionali

C)    Giudice penale

 

 

Ulteriore funzione è quella del controllo di ammissibilità del referendum abrogativo che, ex . art. 75 Cost., non è ammesso in determinate materie, cioè per le leggi tributarie e di bilancio, per quelle in materia di amnistia e indulto, per quelle di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali. Per verificare se il referendum verte proprio in una di queste materie e quindi vada dichiarato inammissibile, occorre un organo imparziale, riconosciuto, appunto, nella Corte costituzionale, cui è stata attribuita questa funzione con L. Cost. 1/53.

 

 

A) Come giudice delle leggi…

 

… la Corte si trova a dover valutare la «conformità di leggi e atti aventi forza di legge dello Stato e delle Regioni». La corte, quindi, deve valutare se una legge sia conforme alla Costituzione; se non lo è dovrà procedere a dichiararla incostituzionale e quindi a sancire ufficialmente la sua non validità.

Nell’esercizio di questa   sua funzione, le problematiche sono, in estrema sintesi, tre e sono così riassumibili:

Oggetto del giudizio di costituzionalità

La domanda è: cosa può sindacare la Corte? Cosa si deve intendere, cioè, per «leggi e atti aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni»? Sicuramente la Corte dovrà essere considerata competente a giudicare sulla validità costituzionale di leggi statali e regionali, ma anche dei decreti legislativi e dei decreti legge (atti aventi forza di legge). Non possono invece essere sottoposti a giudizio di costituzionalità i regolamenti del potere esecutivo, in quanto essi possono esistere solo se c’è una legge che li prevede, quindi possono darsi due casi:

a)      il regolamento è contrario alla legge che è alla sua base, e allora il regolamento sarà illegittimo;

b)      il regolamento è sostanzialmente contrario alla Costituzione in quanto lo è anche la legge che lo autorizza, e allora il giudizio di costituzionalità dovrà avere ad oggetto non il regolamento, bensì la legge.

 

Vizi di costituzionalità

La Corte costituzionale può dichiarare l’incostituzionalità di una legge (in senso lato, secondo quanto detto sopra) in presenza di:

vizi materiali o sostanziali (concernono il contenuto della legge);
vizi formali (che si hanno in caso di violazione dei procedimenti costituzionali di approvazione delle leggi e degli atti aventi forza di legge);
vizi di competenza (che si hanno quando una legge regionale detta disposizioni in una materia di competenza statale o viceversa).

 

Procedimento

Per far dichiarare incostituzionale una legge statale o regionale o un atto avente forza di legge, occorre che un giudice, ordinario (in sede civile o in sede penale) o amministrativo, si imbatta in tale legge nel corso di un procedimento giudiziario. Se tale giudice, denominato giudice a quo,

-         ritiene che la risoluzione in un senso o in un altro della questione di costituzionalità sia rilevante per il giudizio;

-         ritiene che la questione di costituzionalità non sia manifestamente infondata (ciò ci siano ragionevoli dubbi che la legge sia affetta da incostituzionalità)

emette un’ordinanza con cui formula la questione (indicando quali norme di legge sono considerate incostituzionali e quali articoli della Costituzione si ritengono violate) e ne ordina la trasmissione alla Corte costituzionale. Fino a che la Corte non si sarà espressa, il giudizio di merito resta sospeso.

Tale procedimento si denomina incidentale, in quanto la Corte costituzionale si trova a decidere sulla costituzionalità di una legge solo se il giudice a quo decide di richiedere l’intervento della Corte stessa; tale intervento, quindi, non è sempre garantito, ma dipende dalla volontà dei giudici di merito.

 

 

 

B) Come giudice dei conflitti costituzionali…

… la Corte si trova a dover dirimere i “conflitti di attribuzione” che possono sorgere tra i vari poteri dello Stato (legislativo, esecutivo e giudiziario), tra le Regioni , tra lo Stato e le Regioni.

In questo caso, il procedimento si denomina in via principale, in quanto la sua attivazione dipende da un diretto intervento di uno degli organi costituzionali ovvero delle Regioni.

I soli vizi che sono rilevabili dalla Corte costituzionale in tale ambito sono i vizi di competenza, quasi delle “invasioni di campo” , quando cioè un organo o un ente, tra quelli sopra detti, ha compiuto un atto che non rientra nei suoi poteri, ma è “di competenza” di un altro (spettava ad altro organo od ente).

 

C) Come giudice penale …

…la Corte è chiamata a pronunciarsi sulla accuse promosse contro il Presidente della Repubblica per altro tradimento e attentato alla Costituzione.

Prima della L.Cost. 1/89, la Corte era competente anche per le accuse ai Ministri, ma con tale legge, competente è, ora, il giudice ordinario, sia pure dopo autorizzazione a procedere da parte di una Camera.

L’ “alto tradimento” è un delitto gravissimo che mette a repentaglio la sicurezza dello Stato;

l’ “attentato alla Costituzione” è il tentativo di mutare il sistema istituzionale italiano così come delineato dalla Carta costituzionale, in modo illegale. Per ogni modifica della Costituzione, infatti, occorre sempre fare ricorso al procedimento indicato nell’art. 138 Cost.

 

 

Tipi di decisioni

La Corte costituzionale può esprimere la propria volontà attraverso diversi tipi di decisioni. Una distinzione preliminare va però  fatta tra sentenze e ordinanze. Con queste ultime, infatti, non si hanno delle vere e proprie decisioni della Corte, bensì dei rinvii (es. Ordinanza di rinvio al giudice di merito) e comunque non si tratta di decisioni, le quali sono prese con sentenza.

Esistono vari tipi di sentenze, così riportabili in uno schema: