Progetto Leonardo I.T.C.G. 'E. Fermi' Pontedera (Pi)


 

PROCEDURA DI FORMAZIONE DEL GOVERNO

In breve queste sono le fasi della formazione del governo:

 

Il Presidente della Repubblica chiama al Quirinale diversi soggetti per le c.d. consultazioni: si tratta di un’indagine condotta al fine di verificare quali sono gli orientamenti delle forze politiche a proposito dell’indicazione di nominativi di persone che potrebbero ricoprire la carica di Presidente del Consiglio dei ministri. Saranno consultati i segretari dei partiti, i presidenti dei gruppi parlamentari, gli ex Presidenti della Repubblica, i Presidenti e gli ex Presidenti delle due Camere. Tale elenco, comunque, non è tassativo.

Dalle consultazioni possono risultare due ipotesi:

a) Le forze politiche sono concordi sul nome di una persona, cui, dunque, il P.d.R. darà l’incarico di formare il governo

b) Le forze politiche non trovano un accordo, quindi il P.d.R. conferisce ad un soggetto super partes, ad es. ad un tecnico, il mandato esplorativo: questa persona, cioè, dovrà cercare di trovare un accordo tra i partiti su una persona cui dare l’incarico.

Quando l’accordo su un nome si sia trovato, il P.d.R. dà l’incarico a questa persona di formare il Governo, cioè di scegliere i propri ministri, in considerazione anche delle spinte che verranno dai partiti e del programma che si vuole attuare. Il Presidente designato accetta l’incarico con riserva: può accadere, infatti, che egli non riesca nel suo intento.

Se non ci riesce, si ricomincia con le consultazioni; se ci riesce, il Presidente designato si presenta con la lista dei “suoi”ministri al P.d.R. per sciogliere la riserva, cioè per accettare l’incarico. I decreti di nomina del Presidente del Consiglio e dei ministri sono Decreti del Presidente della Repubblica controfirmati dal nuovo Presidente del Consiglio.

Oggi però le coalizioni elettorali dei partiti che, vigendo il sistema elettorale in prevalenza maggioritario, si presentano uniti in un “pool”, indicano già durante la campagna elettorale il “candidato premier”, cioè dicono prima chi sarà colui del quale faranno il nome al Capo dello Stato, durante le consultazioni, quale persona da incaricare di formare il nuovo governo.

Dopo l’atto di nomina, il Governo presta giuramento nelle mani del P.d.R. di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione. È da questo momento che il nuovo Governo entra in carica. Fino ad allora, infatti vi era stata la c.d. prorogatio dei poteri del vecchio governo che, però, poteva svolgere solo atti di ordinaria amministrazione.