Progetto Leonardo I.T.C.G. 'E. Fermi' Pontedera (Pi)


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STATO UNITARIO, STATO REGIONALE, STATO FEDERALE

 

 

Lo stato unitario non prevede autonomie locali o ne prevede di tipo molto debole con funzioni solo amministrative, ed è accentrato, cioè centralizza nei soli organi costituzionali della capitale la funzione legislativa, amministrativa, giurisdizionale, di indirizzo politico (è questa la forma assunta dalle monarchie europee dell'800 e in particolare dalla Francia di Napoleone, Primo Console e poi Imperatore).
     

Lo stato federale è uno stato di stati e nasce, in genere, con un processo dal basso verso l'alto, quando più stati sovrani mettono in comune, affidandole ad un ente superiore, la politica estera e la difesa, l'indirizzo politico generale e il quadro normativo dei princìpi generali dell'ordinamento, etc. Gli stati membri o federati conservano una forte sovranità separata in campo legislativo, amministrativo e giurisdizionale. Sono stati federali gli USA, il Canada, il Messico, l'Argentina, il Brasile, l'India, l'Australia, la Germania, la Svizzera, il Belgio, l'Austria; lo furono l'Unione Sovietica e la Jugoslavia. In genere negli stati federali (che normalmente hanno una vasta estensione) la capitale non è la città più grande ed ha un suo piccolo territorio proprio non facente parte di nessuno stato membro (cfr Washington D.C. [District of Columbia], Ottawa, Brasilia, New Delhi, Canberra; vedi anche Bonn finché la capitale non è tornata ad essere Berlino). In genere negli stati federali il parlamento è bicamerale e la seconda camera (Senato) rappresenta gli stati membri (cfr il Senato americano con due rappresentanti per ognuno dei 50 stati, il Bundesrat tedesco, il Consiglio degli Stati indiano, quello che fu il Soviet delle Nazionalità in URSS).
      Anche nella bozza della Bicamerale si proponeva un Senato "integrato da consiglieri comunali, provinciali e regionali eletti in ciascuna regione in numero pari a quello dei relativi senatori" quando esso fosse riunito in "sessione speciale" per esaminare disegni di legge che riguardassero leggi sulle elezioni, gli organi, le funzioni, l'autonomia finanziaria di comuni, province e regioni, ma non diventava la "Camera delle Regioni" (come avrebbe voluto una parte della DC alla Costituente, e, successivamente, soprattutto le regioni stesse e i movimenti autonomisti e federalisti).
     

La confederazione di stati è un'unione di stati che mettono in comune, ogni volta decidendole assieme, alcune politiche e alcune funzioni, ma non creano un "super-stato"; nascono con un trattato e con un trattato si possono sciogliere (lo fu la RAU - Repubblica Araba Unita - fra Libia, Egitto e Sudan; lo fu per un periodo la Svizzera, la quale però, a dispetto del suo nome - Confoederatio Helvetica - è uno stato federale; lo fu il Benelux).
      Dalle definizioni sopra dette deriva che l'attuale UE è sicuramente una confederazione di stati, ma essendo un'organizzazione sovranazionale, già nel trattato di Maastricht ci sono le premesse per arrivare ad uno stato federale (gli Stati Uniti d'Europa?)
     

Lo stato regionale si ha, in genere con un movimento dall'alto verso il basso, quando l'ente centrale "ripartisce" la sua sovranità sul territorio creando veri e propri enti territoriali autonomi (le regioni), che sono sì a sovranità derivata (e non originaria) ma ne hanno abbastanza per autoregolarsi e autogovernarsi, hanno cioè proprie funzioni legislative. Sono stati regionali l'Italia e la Spagna. In Francia si è tentata una certa régionalisation ma molto debole. I Länder tedeschi hanno più poteri delle regioni italiane, ma meno degli stati membri degli Stati Uniti. I movimenti da un capo all'altro del ventaglio di posizioni fra stato unitario, stato regionale, stato federale, sono andati e vanno in entrambi i sensi. Gli stati federali si stanno un po' "unitarizzando": i governi centrali americano e tedesco prevalgono sempre di più. Gli stati regionali si vanno "federalizzando": le regioni chiedono più poteri ed alcune hanno autonomia speciale: le cinque regioni italiane insulari e mistilingue a statuto speciale; la Catalogna e i Paesi Baschi in Spagna (sul nostro modello - anche se bisogna dire che in Spagna tutte le regioni sono autonome e le due citate lo sono ancor di più); recentissimamente il Galles e la Scozia in Gran Bretagna (devolution). Gli stati unitari possono passare alla forma federale senza passare attraverso quella regionale (il Belgio dal 6/2/93 pochi mesi prima della morte del re Baldovino II); gli stati federali possono separarsi definitivamente (la Cecoslovacchia dall'1/1/93 in Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca; lo stato federale URSS diventò la confederazione CSI e poi sono nati tanti stati sovrani separati [l'art. 72 della Costituzione dell'URSS del 1977 - Breznev - recitava: "Ogni repubblica federata conserva il diritto di libera separazione dall'URSS", ma quando ci provarono i Baltici e i Caucasici ci fu la repressione da parte dello stato centrale]).
      Per capire la natura dello stato regionale italiano bisogna fare riferimento all'art. 5 Cost. che dichiara:"La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; [...]". Dunque prima di tutto si dichiara che l'Italia non è federale, né potrebbe diventare una confederazione di stati se non con legge costituzionale che modificasse l'art. 5, e, in ogni caso, se divenisse federale, nessuna regione federata avrebbe il diritto alla separazione, sempre a meno che non si modifichi l'art. 5. Poi "riconosce", cioè accoglie di per sé, al suo interno, ordinamenti territoriali minori, e "promuove", cioè si impegna a dare concreta possibilità a questi enti di autogovernarsi, e anche ad ampliarla in seguito. Le regioni sono dunque "enti autonomi con propri poteri e funzioni" (cfr. art. 115 Cost.). Qui si tratta di una vera e propria sovranità, sia pure parziale e derivata; l'ente territoriale ha "personalità giuridica" pubblica. La vera discriminante fra stato regionale (regionalismo politico) e stato unitario (con debole regionalismo amministrativo) sta nel fatto che solo nel primo caso le regioni hanno potere legislativo. Le regioni hanno, oltre alla potestà legislativa e regolamentare (cfr artt. 115, 116, 117, 121, 123, 124, 127 Cost.) e a quella amministrativa - propria e delegata - (cfr artt. 118, 119, 120, 125 Cost.), anche una potestà "statutaria" (cfr artt. 116 e 123 Cost.).